Partners

This Woman’s Work: Lena Tehrani, Bonnier News

This Woman’s Work: Lena Tehrani, Bonnier News

Le donne che lavorano ricevono ogni genere di consigli: rimanete al vostro posto, fatevi avanti, siate combattive ma non troppo. Il mondo del tech è in costante evoluzione e le donne che ci lavorano, spianando la strada senza tirarsi indietro, sono sempre fonte di ispirazione. “This Woman’s Work” è una serie dedicata al progresso professionale e personale delle donne attive nel settore delle tecnologie.

Questo mese incontriamo Lena Tehrani, di Bonnier News. 

Prima di tutto, ci racconti come ha iniziato a lavorare nel settore pubblicitario, e più precisamente nel programmatic.

Come molti laureati di oggi, il mio percorso è iniziato da un punto decisamente diverso da quello in cui poi sono approdata. Al termine degli studi, ho iniziato a vendere banner online agli inserzionisti, gestendoli per segmenti. All’epoca mi sembrava un concetto geniale e innovativo. Dopo quattro anni di diligente lavoro sono diventata amministratore delegato della società, cosa che mi è stata oltremodo utile per affinare le mie capacità di leadership.

Dopo un altro paio d’anni mi è stata offerta la possibilità di lavorare in Bonnier News come project manager del reparto tecnico pubblicitario. Stavano mettendo a punto una nuova tecnologia chiamata programmatic, e non mi sono lasciata sfuggire l’occasione. Da tre anni sono responsabile del programmatic in Bonnier e gestisco tutti i nostri siti e prodotti.

Che percorso straordinario! Cosa l’ha attratta verso questa azienda?

Bonnier cercava qualcuno che non fosse necessariamente un tecnico, ma comunque capace di comprendere i flussi e i sistemi delle tecnologie. All’epoca lavoravo presso un editore del tutto diverso, ma il mio istinto mi suggeriva di accettare questo ruolo. Era un’opportunità imperdibile, l’occasione di lavorare per uno dei maggiori editori svedesi: non potevo non accettare.

Oggi, guardando indietro, sono felice di aver dato retta al mio istinto. È stato davvero un percorso folle sotto molti aspetti. A volte non riesco a credere a quanto abbia imparato, alla fortuna che ho avuto, e al fatto che il programmatic si sia rivelato il settore ideale per me.

Ha qualche consiglio da dare alle donne che entrano in questo settore su come fare carriera?

Siate sempre voi stesse! Se vi trovate lì, è perché lo meritate. Se imparate a credere in voi stesse e nel valore che mettete sul piatto, sarete in grado di gestire qualsiasi cosa accada. Questo vale soprattutto nelle circostanze in cui si ha paura di non avere tutte le risposte giuste: guardatevi intorno e vi accorgerete che sono tutti nella stessa situazione. Ma è il vostro campo, e probabilmente ne sapete più di chiunque altro: quindi perché preoccuparsi?

A proposito di gestire qualsiasi cosa accada, quali problemi si è trovata ad affrontare nel corso della sua carriera? Come è riuscita a risolverli?

La sfida più impegnativa è stata imparare a rilassarmi e a prendere le cose come vengono. In passato, sentivo di dover controllare ogni minimo dettaglio e volevo essere coinvolta in ogni riunione, decisione, presentazione e hangout che fossero in qualche modo connessi al programmatic. A un certo punto però, con l’ampliamento del reparto e l’aumento degli obiettivi di fatturato, è diventato impossibile. Allora ho imparato a fidarmi degli altri e delle loro decisioni.

Per concludere con una nota di leggerezza, qual è la sua frase svedese preferita?

“Ska vi ta en Fika?” E cioè: “Prendiamo un caffè e qualcosa da mangiare? Fika significa chiacchierare bevendo qualcosa di caldo e mangiando un panino o un dolcetto. Tutto questo racchiuso in una parolina di sole quattro lettere! La adoro.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *