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This Woman’s Work: Caroline Manning, Craft Media London

Le donne che lavorano ricevono ogni genere di consigli: rimanete al vostro posto, fatevi avanti, siate combattive ma neanche troppo. In questo cangiante mondo del tech, le donne che spianano la strada e non si tirano indietro sono sempre fonte di ispirazione. “This Woman’s Work” è una serie dedicata al progresso professionale e personale delle donne attive nel settore delle tecnologie.

Questo mese intervistiamo Caroline Manning di Craft Media London.

Ci parli di Craft Media London. Come ha iniziato a lavorare lì? Cosa l’ha portata al suo ruolo attuale?

Craft Media London è una società di consulenza per la comunicazione che opera con aziende e agenzie per garantire investimenti fondati su strategie chiare e realizzate ad arte. In quanto azienda al femminile (non dovrebbe fare la differenza, ma è così), Craft si basa su valori intrinsecamente diversi, quali collaborazione, flessibilità ed equità. Questo, e lo splendido lavoro che facciamo, è ciò che rende Craft così speciale.

Al termine del mio congedo di maternità, ero alla ricerca di nuove sfide. In passato avevo già lavorato con Sally Weavers (una delle co-fondatrice di Craft) e se ne parlava da tempo. Adoro l’idea di lavorare con persone in gamba, ma anche squisitamente gentili. Perciò, dopo aver incontrato Jen Smith (l’altra co-fondatrice di Craft) e alcuni membri del team, ho preso l’occasione al balzo e non me ne sono mai pentita!

 

Oltre a Craft Media, sappiamo che lei è trustee di Bloom, e ha lavorato a lungo in questa organizzazione. Cosa può dirci su questa sua esperienza?

Bloom è una rete professionale per le donne attive nella comunicazione, con la missione di garantire loro pari opportunità in questo settore. Lo facciamo in tre modi: assicurando una carriera a prova di futuro, incentivando il cambiamento del settore, e lavorando a favore delle nuove generazioni.

Sono attiva in Bloom dal 2014 e ho gestito il debutto del programma di mentoring. Nel 2018 sono diventata vicepresidente, e oggi sono trustee. In Bloom organizziamo diversi eventi e programmi di mentoring nel corso dell’anno, e ovviamente BloomFest, la nostra conferenza annuale. È una giornata incredibilmente stimolante, ricca di convegni, seminari e interventi; al BloomFest dello scorso anno ha partecipato anche il mio bebè di 7 mesi!

Bloom mi ha dato esperienza di leadership e fiducia in me stessa, ma più di ogni altra cosa, mi ha donato un incredibile gruppo di donne, che ora sono mie amiche. Un gruppo femminile che è sempre rimasto al mio fianco, supportandomi e sostenendomi senza altro scopo se non quello di farmi crescere. Sono davvero fortunata ad avere il loro sostegno e spero di poterlo restituire, negli anni a venire.

 

A proposito di mentoring: in quanto una delle vincitrici dell’iniziativa 30 Under 30 di Campaign, quali consigli darebbe alle giovani appena entrate nel settore?

È semplice, siate voi stesse. Non tentate di assumere il ruolo che vi affibbiano i capi. È possibile dare il meglio solo rimanendo fedeli a se stesse. Se qualcosa non si accorda con i vostri valori o non siete d’accordo, ditelo, ma fatelo con rispetto. Così facendo e rimanendo fedeli a voi stesse, otterrete più risultati e riuscirete a modo vostro. Inoltre, non lasciatevi sfuggire le opportunità e se dovete scegliere tra due possibilità, optate per quella che vi sembra più emozionante e difficile. L’inizio della carriera è il momento migliore per correre rischi.

 

Pensando alla sua evoluzione negli anni, in termini di ruoli e responsabilità, quale direbbe sia stata la sfida più azzardata che ha affrontato nella sua carriera? Come è riuscita a mantenere la rotta?

Spesso sono rimasta incagliata nella dicotomia tra il desiderio di ottenere il posto del capo e l’irriducibile mancanza di fiducia in me stessa. Soffrire di sindrome dell’impostore ed essere ambiziose al contempo è uno strano mix; molte persone non si rendono conto delle sensazioni che provi. Per quanto mi riguarda, ho capito che occorre contare meno sul riconoscimento altrui e concentrarsi di più sui propri sentimenti. Avere fiducia in me stessa e nella mia esperienza significa essere consapevole di aver lavorato bene, senza aspettarsi che siano altri a dirlo. Antoinette Dale Henderson mi ha aiutato tantissimo in questo, è una fantastica leadership coach che raccomando con tutto il cuore!

 

Trovare il giusto equilibrio tra lavoro e vita privata, soprattutto durante l’isolamento, è un’altra sfida per molti professionisti delle tecnologie. Ha qualche consiglio in merito? Cosa le piace fare, per rilassarsi?

È veramente difficile, l’equilibrio tra lavoro e vita privata è stato spesso causa di problemi. Per me si tratta di trovare uno spazio sicuro, un luogo che privilegi la sincerità, così da poter dire “ho bisogno di un po’ di tempo per staccare la spina”, nella certezza che ciò sia compreso, accettato e rispettato. Per rilassarmi? Niente di meglio di una seduta di allenamento seguita da gin tonic e un buon libro.

 

Per concludere con una nota leggera, esistono affermazioni o formule ispiratrici che la sostengono nelle situazioni difficili?

Non sono tipo da citazioni ispiratrici, ma spesso mi ripeto: “passerà anche questa” e “il meglio deve ancora venire”.

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